Nell’anniversario del G8 la società civile si mobilita per tornare a discutere di un altro mondo possibile. Il 20 luglio le letture in Piazza Alimonda. Il 21 la fiaccolata alla Diaz. La manifestazione conclusiva sabato 23.

I “Fatti del G8”. A questa voce su Wikipedia corrisponde la ricostruzione dei 3 giorni di scontri e guerriglia che devastarono Genova. Era il 2001, 19, 20 e 21 luglio. Questo rimane di quella esperienza: immagini di automobili date alle fiamme, i manganelli che calano sui corpi indifesi, sulle mani alzate; una camionetta dei carabinieri che passa, e ripassa, sul corpo di un ragazzo di 23 anni in fin di vita; i momenti concitati prima dell’irruzione alla Diaz e poi lo sfilare di decine di persone ferite, sanguinanti sotto i fari delle videocamere che illuminano il cancello della scuola. Alcuni di loro dovranno affrontare le torture della caserma di Bolzaneto

Il G8 di Genova 2001 è stato questo, il punto di massimo scontro tra le moltitudini (termine allora molto in voga) e il potere arroccato nella zona rossa. Un potere che nello scontro ha in parte ottenuto quello che voleva: Genova è diventata un problema di sicurezza e ordine pubblico. Nulla più rimane nella memoria collettiva. E’ stato un colpo durissimo per i movimenti d’inizio millennio. L’inutile mobilitazione per fermare la guerra in Iraq, nel 2003, farà il resto.

Ma oggi, la storia è diversa. Dieci anni non sono passati invano: l’11 settembre, l‘Afghanistan, la “guerra al terrore”, l’Iraq. E poi la crisi della finanza globale, le banche fallite, gli stati e il ricatto del debito sovrano. Molte delle intuizioni di chi allora protestava si sono avverate.

E allora è importante, in questo decennale, ricostruire i “Fatti del G8” provando per un secondo a dimenticare le violenze e i tribunali, per rilanciare le idee, i contenuti che animarono quell’umanità che invase il capoluogo ligure. Idee e proposte che oggi possono risultare ancora più valide.

E’ ricco il programma delle iniziative che fino al 24 luglio animeranno Genova. Impossibile citarle tutte. Non mancherà certo la ricostruzione storica e giuridica con le testimonianze di chi ha avuto la vita per sempre segnata da quelle giornate.

Decine di associazioni coinvolte per oltre un mese di incontri, dibattiti, proiezioni, presentazioni di libri, spettacoli, per riprendere un discorso che piano piano va ricostruendosi, per rilanciare quella partecipazione e quella trasversalità che aveva animato l’esperienza ormai declinata dei social forum: l’acqua, i beni comuni e il “post-referendum”; i diritti dei migranti e le lotte nella regione Euro-Maghreb-Mashrek; le vertenze territoriali; la cooperazione, la cultura e la comunicazione; le proposte per fronteggiare la crisi economica; il pacifismo.

I momenti più toccanti saranno di certo le letture in Piazza Alimonda, nel pomeriggio del 20 luglio, nell’anniversario dell’uccisione di Carlo Giuliani. E poi la fiaccolata da Piazza Matteotti alla scuola Diaz nella sera del 21, con letture e testimonianze di chi visse in prima persona la “macelleria messicana”, ovvero l’irruzione alla Diaz secondo l’allora vicequestore Michelangelo Fournier. Il corteo conclusivo con il concerto finale sarà sabato 23 luglio.