In principio era “il muro” con reti e filo spinato, poi qualcuno lo aveva soprannominato “muro della vergogna” e il progetto greco, di costruire una muraglia per impedire agli immigrati di oltrepassare il confine dalla Turchia, si è trasformato in un fossato.

Pink card, la carta di soggiorno rilasciata ai rifugiati in Grecia

A rivelare i dettagli dell’opera è stato il giornale greco “Ta Nea”: il fossato seguirà il percorso del fiume Evros, sarà lungo 120 chilometri, largo 30 metri e profondo 7. Il costo dell’opera si aggirerebbe attorno ai 5 milioni e mezzo di euro, i lavori sono già cominciati. Le prime foto del sopralluogo del vice generale Frangos Frangoulis sono su tutta la stampa nazionale greca.

Il fiume Evros è un nervo scoperto per la Grecia, perché è proprio guadando le acque di questo fiume di 200 km, confine liquido con la Turchia, che ogni giorno circa 250 immigrati (fonte Frontex) riescono ad entrare nell’agognato “vecchio continente”. La Grecia è spesso il punto di arrivo delle “rotte” degli immigrati che partono sia dal continente africano che da quello asiatico.

Controllare una zona così impervia e vasta è difficile, e la Grecia è in perenne “emergenza immigrazione”. Inoltre con le “primavere arabe” il numero di migranti in fuga dai disordini e in cerca di rifugio nei Paesi europei è aumentato. Gli accordi diplomatici con Ankara, per il controllo dei confini, non hanno mai prodotto risultati significativi.

In risposta alle critiche mosse dall’opposizione, dalle organizzazioni per i diritti umani e dall’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati (UNHCR), il ministero della Difesa ha fatto sapere che l’opera serve ad arginare un eventuale straripamento del fiume, che possa poi anche dissuadere gli immigrati ad attraversare il confine è una questione secondaria.

L’ UNHCR ribadisce il concetto espresso al tempo dell’annuncio della costruzione del muro: “La pratica dei respingimenti risulta sbagliata” perché non consente di fare i dovuti controlli e verificare chi ha il diritto di godere, in maniera legittima, dello status di rifugiato e quindi essere legalmente accolto.