Dopo che il 26 gennaio l’Unione Europea e 22 dei suoi membri hanno sottoscritto Acta, il nuovo trattato globale anticontraffazione che rischia di calare una serie di misure durissime sulla rete a difesa dei diritti di proprietà intellettuale (copyright e brevetti), e secondo alcuni studiosi lesive di diritti fondamentali, la protesta, già da tempo attiva sul web, si è spostata nelle piazze, dimostrando quanto ormai sia diffusa l’attenzione su queste tematiche.

Il giorno stesso della firma centinaia di persone sono scese in strada in Polonia (molti siti governativi erano stati oggetti di un attacco a firma Anonymous dopo che il primo ministro aveva confermato di voler sottoscrivere l’accordo). Oggi si sono mobilitate decine di altre città in Belgio, Canada e Francia. A Parigi, circa duecento persone, perlopiù giovanissimi, hanno sfilato da Bastille a Republique, intonando slogan come “Copier n’est pas voler” (copiare non vuol dire rubare) o “Liberez l’information” (liberate l’informazione). Il voto definitivo del Parlamento Europeo dovrebbe arrivare in giugno.

Questo il video prodotto dal gruppo per le libertà digitali La Quadrature du Net.