Eurostat e Istat hanno pubblicato le rilevazioni su alcuni importanti indicatori chiave dell’economia europea e sulla produzione industriale italiana. Purtroppo le notizie non sono confortanti.

Partendo dal quadro europeo, il Pil del quarto trimestre del 2011 è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. In particolare, solo la Francia registra un trend positivo, mentre l’Italia vede una variazione negativa dello 0,7%. Dato curioso è quello della Germania che ottiene una contrazione del prodotto interno lordo dello 0,2%. Inoltre, anche le previsioni preliminari per l’anno in corso sono negative: si stima una recessione del Pil del 2012 rispetto all’anno precedente del 0,3% per l’intera euro-area. Si prefigura, per di più, una divergenza tra le nazioni molto ampia dove per Estonia e Slovacchia si attende una crescita positiva oltre l’1%, mentre per Grecia e Portogallo si prevede una recessione tra 3 e 4 punti percentuali rispetto al 2011.

Per quanto riguarda la disoccupazione, l’euro-area assiste a un lieve aumento nel mese di marzo rispetto a gennaio e febbraio con un tasso di disoccupazione pari al 10,9%. I dati più allarmanti riguardano la disoccupazione in Spagna che sfiora il 24% (sotto i 25 anni uno su due è disoccupato) e in Grecia dove più di uno su cinque non trova lavoro (per la Grecia il dato fa riferimento a gennaio). L’Italia, che mostra un trend negativo da circa un anno, è di poco sotto la media europea con il 10,1%.

I dati Istat sulla produzione industriale del nostro Paese mostrano che a marzo si è registrato un lieve aumento di mezzo punto percentuale, mentre il primo trimestre del 2012 è stato negativo, in quanto la produzione è diminuita rispetto al trimestre precedente di 2,1 punti. I dati peggiori rispetto a marzo 2011 si registrano nel settore energia (-8,7%) e dei beni di consumo (-6,6%). Mentre l’attività estrattiva mostra una tendenza al rialzo del 9,7%.
Tutti i dati riportati mostrano un chiaro segnale di una nuova fase di recessione che potrebbe colpire molti Paesi europei.

Nel pomeriggio di ieri c’è stato l’incontro tra il neo-presidente francese François Hollande e il numero uno dell’Eurogruppo Jean-Claude Junker, in cui si è parlato di vecchie e nuove misure adottate per risolvere la crisi. Dalle prime indiscrezioni sembra che il Fiscal compact non è modificabile, mentre c’è una possibile apertura nel porre al centro dell’attenzione dei piani europei la crescita. Lo stesso Mario Monti in questi giorni ha più volte sollevato la questione di rilanciare il nostro Paese. In ogni caso risulterà fondamentale l’incontro della prossima settimana tra Hollande e Merkel. La speranza è che, oltre a politiche di rigore di bilancio, si miri a una crescita sostenibile e il più possibile equa.