Il Sudan del Sud è in questi giorni teatro di spargimenti di sangue. Aerei da guerra provenienti dalla capitale Khartoum (Sudan del Nord) stanno bombardando il Sud, violando così la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Il presidente del Sudan Omar Hasan Ahmad al-Bashīr

Il colonnello Kella Dual Kueth, vice portavoce dell’esercito del Sud del Sudan, ha riferito di attacchi nei giorni scorsi alle province dell’Alto Nilo, Unità e Bahr el Ghazal settentrionale.
Khartoum nega qualunque campagna di bombardamento contro il Sud e sostiene invece di essere vittima dell’aggressione da parte di quest’ultimo.

Certo è che il 2 maggio la risoluzione del Consiglio di Sicurezza aveva approvato un piano dell’Unione africana chiedendo la fine delle ostilità tra Khartoum e Juba, il ritiro delle truppe dalle zone contese e la risoluzione  delle dispute entro due settimane su tutte le controversie pendenti, con la minaccia di sanzioni, come il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Il ministro dell’informazione Benjamin ha espressamente accusato il Sudan di non aver rispettato la risoluzione Onu. Tuttavia Khartoum sostiene che l’attacco è stato una risposta ad atti di aggressione da parte del Sud.

I combattimenti più recenti sono iniziati il mese scorso in seguito alla breve conquista del Sudan meridionale della città ricca di petrolio di Heglig, che il Sudan gli ha successivamente sottratto. Gli eventi di questi giorni testimoniano un nuovo scambio di accuse reciproche tra gli Stati. Due Paesi che rischiano di tornare in guerra e l’intesa per la pace che appare sempre più lontana.

Nel 2005 il governo di Khartoum tramite il Comprehensive peace agreement, l’accordo di pace con l’Esercito di liberazione popolare del Sudan/Movimento (SPLA/M), mise fine alla guerra civile durata più di vent’anni in cui persero la vita un milione e mezzo di persone.
Lo scorso anno tramite un referendum viene proclamata la nascita dello Stato del Sudan del Sud, 54° Stato dell’Africa, ottenendo così l’indipendenza. Tuttavia, alcune questioni urgenti non sono state chiarite come ad esempio la demarcazione dei confini tra i due Paesi e la ripartizione dei proventi derivanti dal petrolio della regione.

Due Paesi molto diversi. Dal punto di vista geografico il Sudan del Nord è costituito principalmente dal deserto della Nubia attraversato dalla striscia alluvionale della valle del Nilo, mentre il Sudan del Sud è ricco di paludi e foreste tropicali. Il Sudan del Sud possiede circa il 75% del petrolio; la parte settentrionale è, invece, molto povera, nonostante possieda le condotte per il petrolio. Il Nord è prevalentemente musulmano mentre il Sud cristiano-animista. I due Paesi si contendono il distretto di Abey, un piccolo agglomerato che si trova sul bacino petrolifero di Muglad, che con il suo petrolio copre più di un quarto della produzione nazionale sudanese. Due Paesi ma un unico obiettivo: il petrolio.