Jacques Perrin è tornato con un’altra delle sue imprese inimitabili. Con Microcosmos si era avvicinato al finitamente piccolo, con Il popolo migratore aveva volato con gli uccelli sulle vette più alte. Questa volta il regista, attore (128 film, tra cui Nuovo Cinema Paradiso) e produttore è andato a fondo, insieme a Jacques Cluzaud, per riportare a galla la vita degli abitanti del mare in Oceans, in italiano La vita degli oceani con la voce di Neri Marcorè.

Un’avventura nel profondo degli abissi dalle banchine polari fino ai Tropici passando per le Galapagos per salvaguardare un mondo popolato da specie a rischio di estinzione e testimoniare la straordinaria biodiversità marina: «Sono impegnato a difendere il territorio selvaggio del pianeta – dichiara Perrin – Nelle grandi conferenze mondiali si fanno talmente tanti discorsi che si perdono. Il cinema è un’arma potente e fa passare il messaggio attraverso le emozioni che invece rimangono». Non sorprende quindi la scelta di presentarlo oggi, nella Giornata mondiale dell’Ambiente, alla serata di chiusura del Festival CinemAmbiente di Torino e in contemporanea in 35 sale del circuito The Space.

«Lo spettatore – ribadisce Perrin – è prima di tutto un cittadino e deve mettersi al posto del suo convivente naturale, l’animale – non ci siamo solo noi sul pianeta – e imparare a condividere, perché abbiamo bisogno della diversità. Sono d’accordo con l’azione globale salva oceani proposta dal segretario Onu Ban Ki-Moon. Le riserve sono la soluzione, basta lasciare il mare tranquillo, proteggere l’ecosistema e tutta la vita riparte».
Un budget di 58 milioni di euro, quattro anni di riprese, diciotto troupe in giro per il mondo e due registi per dirigere i migliori professionisti in riprese subacquee con l’ausilio di mezzi militari all’avanguardia, La vita negli oceani racconta in presa diretta la fauna acquatica: «Per esprimere la vita – dice Perrin – c’é bisogno di catturare il movimento. Non si possono studiare gli animali nei musei, bisogna andare alla stessa velocità dei pesci, ci abbiamo messo anni per fabbricare delle macchine adatte».

Oceans, infatti, non si limita a documentare la vita negli oceani, immerge lo spettatore nelle acque remote del pianeta riproponendo un immaginario disneyano: «Lo sguardo era molto importante – continua il regista – ci sono primi piani di occhi che osservano e non si capisce chi guarda chi. E poi abbiamo scritto una sceneggiatura con dei veri personaggi insieme al Capitano Paul Watson». L’eredità di Jacques-Yves Cousteau è presente, e potrebbe ricordare La marcia dei pinguini o L’incredibile viaggio della tartaruga. Ma Oceans non ha nulla a che fare con Oceani 3D del 2009, da noi con le voci del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. C’è stato un processo, perché avevano lo stesso nome, che Perrin e socio hanno vinto quindici giorni fa. Nulla può fermare il regista francese nella sua missione salva-pianeta. È già partito per una nuova avventura: «Sto lavorando ad un progetto sulle quattro stagioni in Europa e il cambiamento percepito dal regno animale».