Trivellazioni ad Arborea?No grazie. Questa è la risposta degli abitanti di Arborea, piccolo centro della provincia di Oristano, che manifestano da giorni per dire No al Progetto Eleonora.
Il 18 gennaio 2009 la regione Sardegna ha rilasciato il permesso per il progetto Eleonora alla società Saras Raffinerie Sarde Spa. Si tratta di un permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi che prevede la realizzazione di un pozzo esplorativo volto alla ricerca di gas naturale e interesserà un’area superiore ai quarantaquattromila ettari.
La Saras Raffinerie Sarde Spa, fondata nel 1962 da Angelo Moratti, opera da decenni nel campo della raffinazione petrolifera coprendo con la propria produzione oltre il 30% del fabbisogno energetico della Sardegna.
Gli abitanti di Arborea da qualche giorno protestano affinché il progetto Eleonora non venga realizzato portando avanti una vera e propria battaglia iniziata già nel 2011 quando alcuni cittadini hanno dato vita al comitato “No al progetto Eleonora” composto da studenti, allevatori, agricoltori e lavoratori. Ora si sono aggiunte associazioni e amministrazioni comunali, uniti da un unico obiettivo: difendere il territorio. Un NO forte, chiaro e deciso. Un progetto che, a detta del comitato, comporterebbe più danni che benefici.

Il pozzo, denominato “Eleonora 01-Dir”, si troverebbe a meno di duecento metri dallo stagno di S’ena Arrubia, zona protetta che rischierebbe di essere compromessa con la contaminazione delle falde acquifere e dei terreni. Ma ancor più rilevante per coloro che si dissociano da questo progetto è il rischio che la trivellazione apporterebbe all’economia.
Le principali risorse che tengono alta l’economia del paese sono l’agricoltura e l’allevamento. Secondo i dati riportati dal Comune di Arborea oltre trecento ditte operano nel settore agricolo e garantiscono un’occupazione pari al 74% del totale dei lavoratori. I danni sul territorio potrebbero quindi ripercuotersi irrimediabilmente sull’economia e di conseguenza sulla società. A questo aspetto si aggiunge anche il pericolo che dalle trivellazioni fuoriesca l’idrogeno solforato, un gas altamente tossico e dannoso per la salute dell’uomo.

Sargas, da parte sua, assicura che la quantità di gas presente nel sottosuolo sarà sufficiente a garantire il fabbisogno energetico della provincia di Oristano per oltre venti anni, riducendo così i costi energetici sardi.
Il comitato, gli abitanti e i loro sostenitori hanno già compiuto un gesto simbolico. Lo scorso 17 marzo si è svolta la “Marcia del sale”, promossa dagli indipendentisti di ProgReS, ispirata alla vera marcia del sale che compì Mahatma Gandhi nel 1930 contro la tassa sul sale imposta dal governo britannico con lo scopo di raccogliere alcuni granelli di sale rivendicando il possesso della risorsa.

Il prossimo appuntamento è stato fissato per il 13 aprile, giorno in cui la multinazionale Saras presenterà il progetto Eleonora ad Arborea. Per questa occasione Federico Coni, segretario nazionale di ProgReS, propone di ritrovarsi tutti e di portare un pugno di terra da consegnare alla Saras in nome di un territorio da difendere. Di una terra che non si tocca.