I due protagonisti dell’economia mondiale seduti allo stesso tavolo. A Sunnylands si incontrano per la prima volta i numeri uno di Stati Uniti e Cina, Barack Obama e Xi Jinping. Il meeting è stato annunciato come una chiacchierata amichevole, ma i temi sul tavolo sono bollenti.

GLI ARGOMENTI E LO SFONDO Si va dallo spionaggio cibernetico cinese alle dispute commerciali, passando per la comune minaccia nucleare della Corea del Nord e i territori contesi da Pechino con i paesi dell’Estremo Oriente. Sullo sfondo – nemmeno poi tanto – le due nazioni e le spinose questioni sui diritti: da un lato, Obama e lo scandalo delle intercettazioni svelato dal Guardian, allargatosi ora alle piattaforme informatiche; sull’altro versante, la Cina, contro la quale proprio negli Stati Uniti esce il film “Free China”, sulle persecuzioni del gruppo Falun Gong.

CAMBIAMENTO DI RAPPORTI? Dopo anni di relazioni fredde – andamento cominciato nel 2002 sotto la presidenza di Bush Jr. – i primi segni di un possibile disgelo. Le premesse ci sono tutte, soprattutto a livello commerciale. Gli scambi tra i due paesi, infatti, sono più che quadruplicati negli ultimi dieci anni.
Uno accanto all’altro siederanno i leader di due paesi dai numeri profondamente diversi, e con futuri ancor più differenti. Da un lato, gli Stati Uniti: la patria del capitalismo, con 316 milioni di abitanti ed una crescita demografica dell’1%. Dall’altro, la roccaforte comunista cinese, con una popolazione quattro volte superiore e che aumenta ad un tasso di 0,7 punti percentuali (anche per via di una legge degli anni Settanta che pone limiti alla natalità).

I NUMERI ECONOMICI Ma il gap tra i paesi è anche e soprattutto economico, con gli Usa che hanno una disoccupazione al 7,9%, e la Cina che invece ha una percentuale di senza lavoro del 4%.
A colpire, poi, è la distribuzione del Pil sulla popolazione. Gli Stati Uniti la attuano in misura più corposa rispetto alla Cina, nonostante una crescita economica minore: il dato pro-capite parla di quasi cinquantamila dollari annui per abitante, con una crescita del 2,4%.
La Cina è l’esatto opposto: nonostante un’economia che cresce al 7,7% (numeri che fanno paura se rapportati, ad esempio, all’Italia), la distribuzione del Pil è poco sopra i seimila dollari per cittadino.

IL SORPASSO DIETRO L’ANGOLO Ma la differenza vera tra le due potenze è nelle prospettive future. La Cina infatti vede vicino il sorpasso sugli Stati Uniti. Cambia solo l’anno, secondo gli analisti.
Per le stime del Fondo Monetario Internazionale, infatti, è il 2016 l’anno in cui la Cina sottrarrà la leadership agli Stati Uniti nello scacchiere economico mondiale. Diverse invece le previsioni di Goldman Sachs, che vede il sorpasso più lontano nel tempo, nel 2027. Tre o quattordici anni, prima che gli Usa abbandonino il loro primato: evento da molti ormai visto come un fatto certo.