Venti centesimi di Real, cioè circa 7 centesimi di euro. Questo il casus belli degli scontri avvenuti giovedì, durante la quarta giornata di protesta contro l’aumento delle tariffe per autobus e metro, da 3 a 3,20 Reais.


Il corteo si snodava lungo l’arteria principale (e centro finanziario) della metropoli di San Paolo, e l’unico effetto destabilizzante era il blocco del traffico: la manifestazione era assolutamente pacifica e disarmata. Ciononostante, il corteo è stato più volte caricato dalla Polícia Militar (PM) che ha sparato lacrimogeni ad altezza d’uomo (come si può chiaramente osservare in questo video), pallottole di gomma e gas urticante, ferendo 55 manifestanti. Il sindaco della città, Fernando Haddad, ha condannato l’accaduto stigmatizzando fermamente la «violenza poliziesca».
Sia Haddad che il governatore dello Stato federato di San Paolo, Geraldo Alckmin, hanno però escluso una riduzione delle tariffe in seguito alle contestazioni.
La PM aveva precedentemente avvertito i manifestanti che avrebbe represso qualsiasi forma di dissenso, e ha mantenuto la parola. Con l’unico risultato, al momento, di esacerbare gli animi ed espandere la protesta a macchia d’olio in altre città brasiliane: molti cittadini sono scesi in piazza, arrivando ad alzare le barricate.
Il Movimento Passe Livre, gruppo di studenti universitari che ha dato origine alle proteste, non è legato ad alcun partito politico, sebbene la maggior parte degli studenti si collochi nell’area della sinistra extraparlamentare. La rivendicazione del Movimento, appoggiata dalla maggioranza dei cittadini, è quella una miglioria del servizio di trasporto pubblico locale di fronte all’aumento del prezzo dei biglietti. Ma, come è recentemente avvenuto in Turchia, la protesta si allarga anche ad altre questioni spinose, come la povertà, la redistribuzione del reddito e la corruzione: insomma, tutte le problematiche di una “democrazia imperfetta” come quella brasiliana.
Tra i feriti si registrano anche otto giornalisti del quotidiano Folha de São Paulo. Uno di essi è stato arrestato dopo essere stato trovato in possesso di una bottiglia di aceto bianco, che inibisce l’effetto dei gas lacrimogeni, e perciò considerato “arma potenziale” da parte della polizia.
Nonostante ciò, il quotidiano Folha si è schierato in favore della repressione, almeno secondo quanto affermato da un suo editorialista.
Le forze di polizia (e in particolare della PM, ex braccio armato della dittatura) hanno dimostrato un preoccupante atteggiamento fascisteggiante che non lascia presagire nulla di buono in vista della prossima manifestazione del Movimento Passe Livre, convocata per il pomeriggio di lunedì 17.