Il Festival Internazionale del Teatro in Piazza si riconferma il più longevo festival di ricerca teatrale d’Italia con la sua quarantatreesima edizione, che si terrà a Santarcangelo di Romagna dal 12 al 21 luglio.

Santarcangelo •13 è il nome dato alla seconda edizione del ciclo di lavoro triennale Santarcangelo •12•13•14 che vede Silvia Bottiroli alla direzione artistica con la condirezione di Rodolfo Sacchettini e, inoltre, la collaborazione quest’anno di Matthieu Goeury, curatore del centro interdisciplinare Vooruit Art Center di Gent in Belgio.

Un festival che si apre sempre più a una dimensione internazionale. «Abbiamo invitato a lavorare con noi Matthieu Goeury per dare maggiore profondità alla dimensione internazionale del festival, che sempre più si configura non solo come una semplice scelta di artisti e spettacoli di nazionalità diversa, ma come una ricerca approfondita in alcuni territori geografici o artistici, e come una tessitura di contrappunti e confronti tra alcune voci della ricerca scenica internazionale e gli artisti italiani, spesso coinvolti come d’abitudine in progetti speciali e coproduzioni» afferma Silvia Bottiroli.

Alcuni artisti internazionali presenti al festival saranno il coreografo e danzatore svedese Mårten Spångberg, Zoë Poluch e François Chaignaud in prima italiana e Gertjan van Gennip, performer olandese per la prima volta in Italia. La danza sarà protagonista del festival anche con Virgilio Sieni, MK e Cristina Rizzo. In programma nomi noti della scena teatrale nazionale quali Silvio Castiglioni, Chiara Guidi, Ermanna Montanari, Danio Manfredini, non-scuola / Teatro delle Albe, Fanny & Alexander e Alessandro Sciarroni.

Diversi poi i lavori commissionati dal festival per proporre una riflessione sulla città e sulla comunità: il progetto speciale KING del collettivo Strasse sotto la guida di Leonardo Delogu e disegnato insieme ad un altro festival (Inequilibrio e Santarcangelo •13, in co-produzione) ha condotto a una riflessione sul rapporto con il paesaggio tra periferia e natura, in un ideale percorso di attraversamento dell’Italia da Ovest verso Est. Il progetto culminerà nella sua ultima fase in un vero e proprio accampamento nella periferia di Santarcangelo. Il secondo è invece un progetto biennale site specific, Art you lost? del gruppo di artisti lacasadargilla / Muta Imago / L. Brinchi R. Zanardo (Santasangre)/ Matteo Angius attraverso cui si indagano le forme di racconto biografico e sociale del nostro presente, ponendo lo spettatore al centro di un lavoro artistico su memorie, perdita, durata. Il lavoro sfocerà in un’installazione finale che sarà realizzata per Santarcangelo •14.

Lo sguardo del festival è rivolto verso la dimensione infantile. Immagine simbolo di questa quarantatreesima edizione, il disegno dell’illustratrice Mara Cerri, è appunto un bambino con gli occhi spalancati che fluttua in uno spazio profondo circondato da altre figure più piccole, compagne di questo tuffarsi in una dimensione che non gli appartiene. Un richiamo a quello che è il senso del festival, un viaggio di conoscenza e un’avventura, un invito a tuffarsi e immergersi. L’infanzia è alla base di alcuni lavori come Be Normal! e Be Legend! Hamlet del Teatro Sotterraneo. Anche il coreografo toscano Virgilio Sieni pone l’attenzione sul mondo dell’infanzia e saranno protagonisti dei suoi lavori i bambini tra i 9 e i 12 anni che stanno studiando danza apprestandosi a una carriera professionistica.

L’infanzia sarà inoltre il tema di diversi laboratori, condotti dal gruppo pathosformel, da Hamelin e Fanny & Alexander, rivolti a bambini di diverse fasce d’età. Nel week end del 12-14 luglio Monika Bulaj condurrà un laboratorio intensivo di reportage fotografico che avrà come oggetto il Festival Internazionale del Teatro in Piazza.

La Piazza Ganganelli si riconferma uno dei cuori pulsanti della città diventando il luogo dove il festival si racconta e si attua ospitando numerosi artisti. Inoltre sono previste alcune proiezioni tra cui il film Molière del Théâtre du Soleil. Altro luogo centrale è lo Sferisterio, pensato quest’anno non solo come spazio performativo ma anche come spazio diurno e di ritrovo per gli abitanti e gli spettatori. Lo Sferisterio sarà abitato da alcuni progetti artistici presenti per tutta la durata del festival, a ricreare una quotidianità e una temporalità. Due di questi sono legati alle politiche del corpo: quello dell’artista Valentina Desideri con la sua Fake Therapy che propone delle sessioni individuali di cura e quello di Francesca Proia che propone, invece,  tutti i giorni lezioni di yoga. Quest’ultima, inoltre, sarà presente con due letture, Voce lattea, su come poter trasformare la pesantezza del corpo e della mente in leggerezza. Inoltre sarà allestito uno spazio Ciclofficina, dedicato all’arte della manutenzione della bicicletta. Lo Spazio Liviana Conti, nella periferia santarcangiolese, oltre a essere uno dei luoghi di allestimento performativo si riconferma sede del Dopofestival in cui ogni sera si alterneranno i djset degli artisti presenti al festival.